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Gli sbocchi professionali per i designer

Sono tante le possibilità offerte dal mondo del design a chi è in cerca di lavoro, a patto di essere in grado di capire i bisogni della gente e intuirne i prossimi sviluppi. Il pubblico è sempre in cerca di novità ed è a questo che tutti i designer contemporanei dovrebbero mirare.

Grazie alla nostra competenza, messa a disposizione su questo blog con tanti articoli e approfondimenti dedicati al settore, puoi verificare le tue conoscenze in materia di design e metterti alla prova confrontandoti con una community in continua crescita.

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Il buon design non si nota

Partiamo innanzitutto da una considerazione fondamentale: a differenza di un’artista, che crea la sua opera per dare espressione al proprio messaggio e non ha bisogno di alcun fine utilitario, un designer deve rispondere alle necessità del pubblico per il quale sta creando l’oggetto di design; dunque non agisce in totale libertà affidandosi esclusivamente al proprio gusto personale e alla propria immaginazione arbitraria, bensì si trova a doversi confrontare con tutti quegli elementi dai quali dipende la corrispondenza del prodotto alle esigenze dell’utenza finale.

Il lavoro di un designer inizia allora con l’analisi dei bisogni dei consumatori ai quali vuole rivolgersi, ossia da una attenta verifica delle richieste che essi vanno cercando nel mondo degli oggetti (sia materiali che immateriali).

Ciò spiega come mai, in generale, un oggetto di design ben concepito si faccia notare meno di uno progettato male: perché esso è così adatto allo scopo per cui è stato creato che risulta minimale e non richiama l’attenzione.

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Il metodo di un designer

Un designer deve possedere un metodo per realizzare il prodotto che intende progettare. Rispetto a un’artista, il quale può servirsi di tecniche standard o meno anche una tantum, senza preoccuparsi della loro riproducibilità, egli va scontrandosi con un tipo di produzione che dev’essere ripetibile e dar vita a una serie di oggetti tutti uguali tra loro.

Mentre l’artista esprime il proprio gusto a piacimento, non avendo necessariamente alcun parametro da rispettare a priori, il designer deve trovare i materiali adatti e le tecniche più efficaci che sappiano dare una forma concreta alle funzioni del prodotto che intende realizzare.

L’oggetto di design diventa di conseguenza un manufatto dotato non solo di qualità estetiche ma anche di proprietà funzionali e culturali da cui non può prescindere: gli scopi di utilizzo, l’ergonomia, la convenienza economica, sono gli aspetti che l’utente valuta.

Infine vi è la riproducibilità: un’opera d’arte è un pezzo unico e per questo assume un valore peculiare, il prodotto è invece ripetuto potenzialmente all’infinito, non esiste una matrice e nessuna delle sue copie può dirsi falsa od originale.